lunedì 30 novembre 2015

LA CRISI DELLA SIRIA IN UN VIDEO

WHYSYRIA

VIDEO

  La crisi della Siria spiegata in 10 minuti e 15 mappe

Che cosa accade esattamente in Siria?
Cosa spinge a far fuggire gli oltre quattro milioni di profughi?

Analizzando la storia della zona possiamo capirlo molto meglio.




IL CONGIUNTIVO

Indicativo o congiuntivo?
Indicativo: modo della realtà Congiuntivo: modo del dubbio, dell’ipotesi

          Vedo che piove                               Credo che piova.

              INDICATIVO                                            CONGIUNTIVO

Vogliono il congiuntivo:
- i verbi sperare, augurarsi, credere,  occorre che, è necessario che
- il pronome chiunque 
- la congiunzione benché
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ESERCIZIO
Congiuntivo o indicativo? Nelle frasi seguenti scegli l’indicativo o il congiuntivo. Cancella la forma errata.
                                                                          
 Riscrivi  la forma corretta e spiega se hai scelto indicativo  o congiuntivo  e perché
        ESEMPIO
 
Filippo si augura che sia /è bel tempo in gita.            
        sia=congiuntivo;  perché “si augura” vuole il cong.


1.    Noi tutti speriamo che tu guarisci/guarisca presto.    ......................................................................

2.    Mi auguro che voi siate/siete  tranquilli.                        ......................................................................
3.    Dal tuo sguardo capisco che tu abbia/ hai dormito poco..................................................................
4.    Credo che il direttore è / sia già andato via
..........................................................................
5.    Occorre che voi  portiate/portate  i pennarelli per il disegno...........................................................
6.    Giovanna  afferma che la professoressa  è/sia  stata ingiusta..........................................................
7.    Non mi disturbare, chiunque telefoni/telefona.        ......................................................................
8.    Benché era/fosse  nuvoloso, sono andato a nuotare......................................................................             
9.     Il ragazzo credeva che i suo amico era/fosse malato.  ……………………………………………………………………..
10.   E’ necessario che la classe sia/è in ordine quando si esce.  …………………………………………………………………

VIDEO

Il congiuntivo in italiano è morto? 


Il congiuntivo nella lingua italiana




                                                         Una lezione scherzosa sul congiuntivo

                                                                     Errori nelle canzoni


Correzione 
Congiuntivo o indicativo? Nelle frasi seguenti scegli l’indicativo o il congiuntivo. 

1.    Noi tutti speriamo che tu guarisci/guarisca presto.    Guarisca=congiuntivo; “sperare” vuole il cong.
2.    Mi auguro che voi siate/siete  tranquilli.                        Siate= congiuntivo,“mi auguro” vuole il congiuntivo
3.    Dal tuo sguardo capisco che tu abbia/ hai dormito poco. Hai= indicativo,
4.    Credo che il direttore  è / sia già andato via.                  Sia=congiuntivo; “credo” vuole il congiuntivo
5.    Occorre che voi  portiate/portate  i pennarelli.     portiate=congiuntivo; “occorre” vuole il cong.
6.    Giovanna  afferma che la professoressa  è/sia  stata ingiusta.     E’=indicativo
7.    Non mi disturbare, chiunque telefoni/telefona.        Telefoni=congiuntivo; chiunque”  vuole il cong.           
8.    Benché era/fosse  nuvoloso, sono andato a nuotare.  Fosse=congiuntivo; “benché" vuole il cong.                                                                                                                                                                     9.    Il ragazzo credeva che il suo amico era/fosse malato.  Fosse= congiuntivo; “credeva” vuole il congiunt
10.   E’ necessario che la classe sia/è in ordine quando si esce.  Sia= congiuntivo, “è necessario che” vuole cong

mercoledì 25 novembre 2015

HDI E FIL

Come misurare la ricchezza di un paese?

1. PIL pro capite
2. HDI (o ISU)
   
3. FIL: Felicità interna lorda - Un altro modo di misurare lo sviluppo 

Parametri
- i parametri dell'HDI
                  +
- la ricchezza dei rapporti sociali
-la qualità dell'aria 

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 (ripreso in modo libero da Wikipedia)

La felicità interna lorda o FIL (in lingua inglese gross national happiness - GNH) è il tentativo di definire - con un evidente ammiccamento ironico, ma con altrettanto evidenti intenti sociologici - uno standard di vita sulla falsariga del prodotto interno lordo (PIL).
Bhutan e il suo FIL   
File:Bhutan CIA WFB 2010 map.png
Bhutan

Un esempio fondamentale dell'utilità a conoscere il proprio FIL è dato dal Bhutan, piccolo stato montuoso dell'Asia. Questo stato già da 4 anni adotta come indicatore per calcolare il benessere della popolazione il FIL. I criteri presi in considerazione sono la qualità dell'aria, la salute dei cittadini, l'istruzione, la ricchezza dei rapporti sociali. Secondo alcuni dati questo paese è uno dei più poveri dell'Asia, con un PIL pro capite di 2088 dollari (2010). Tuttavia, secondo un sondaggio, è anche la nazione più felice del continente e l'ottava del mondo. Gli ideatori di questo indice non mirano ad una “retrocessione”, cioè non vogliono passare per anti-tecnologici o anti-materialisti, ma il loro programma punta a migliorare l'istruzione, la protezione dell'ecosistema e a permettere lo sviluppo delle comunità locali. È dunque per questo che ogni stato deve sì prendere in considerazione il suo PIL, ma deve anche mirare al benessere dei cittadini, quindi deve attuare, se non in modo cosi prevalente, l'indicatore di felicità interna lorda; perché, come abbiamo visto, sul campo del benessere dei cittadini, anche un piccolo paese può essere uno dei migliori del mondo.
La FIL nelle parole del Dalai Lama
Il Dalai Lama è un convinto sostenitore della FIL. A questo proposito ha dichiarato: «Come buddhista, sono convinto che il fine della nostra vita è quello di superare la sofferenza e di raggiungere la felicità. Per felicità però non intendo solamente il piacere effimero che deriva esclusivamente dai piaceri materiali. Penso ad una felicità duratura che si raggiunge da una completa trasformazione della mente e che può essere ottenuta coltivando la compassione, la pazienza e la saggezza. Allo stesso tempo, a livello nazionale e mondiale abbiamo bisogno di un sistema economico che ci aiuti a perseguire la vera felicità. Il fine dello sviluppo economico dovrebbe essere quello di facilitare e di non ostacolare il raggiungimento della felicità».
 

domenica 22 novembre 2015

IL FILM "LA BICICLETTA VERDE"


CLICCA


film intero

AMBIENTAZIONE
Arabia Saudita


TRAMA
Arabia Saudita, in una scuola rigorosamente solo femminile Wadjda lotta per non soffocare i propri desideri di libertà. In particolare uno di questi riguarda l’acquisto di una bicicletta verde, con la quale potrà essere alla pari del bambino con cui gioca dopo la scuola. La sua famiglia non può permettersela e di certo non vuole che si faccia vedere su un oggetto tradizionalmente riservato agli uomini, così Wadjda comincia a cercare i soldi per conto proprio rendendosi conto ben presto che quasi tutti i metodi per farlo le sono proibiti. L’unica è partecipare ad una gara di Corano della scuola (lei che non eccelle nelle materie religiose), il cui primo premio è in denaro.

La bicicletta verde del titolo anche in questo caso è simbolo di emancipazione e libertà, l’oggetto che rappresenta una possibile salvezza al sistema al quale altrimenti anche Wadjda sarebbe condannata, come la madre e come le compagne, un sistema fatto di oppressione mentale e personale da parte degli uomini e di gran parte delle altre donne. 

Wadjda diventa  indipendente e libera non per il fatto di andare in bici ma grazie al percorso con il quale arriva a poterla comprare, talmente audace da influire anche sul tradizionalismo subito dalla madre. Una rivoluzione gentile compiuta involontariamente dal solo atto di cercare dei soldi da sola, ottemperando alle regole imposte (la gara di Corano) per scardinarle da dentro.


mercoledì 18 novembre 2015

PERSEPOLIS: UN FILM E UN GRAPHIC NOVEL

 La storia di una bambina/ragazza iraniana
 Per capire il fondamentalismo islamico
Persepolis
 di Marjane Satrapi
 
Persepolis è un film d'animazione del 2007, candidato all'Oscar, basato sull'omonima graphic novel autobiografica. Il film è stato scritto e diretto da Marjane Satrapi, l'autrice delle memorie, e da Vincent Paronnaud. Il titolo è un riferimento all'antica città storica di Persepoli.
La storia, un romanzo di formazione, inizia poco prima della Rivoluzione iraniana, mostrando attraverso gli occhi di Marjane, che inizialmente ha nove anni, come le speranze di cambiamento della gente furono infrante lentamente quando presero il potere i fondamentalisti islamici, obbligando le donne a coprirsi la testa, riducendo ulteriormente le libertà della popolazione e imprigionando migliaia di persone. La storia si conclude con Marjane, ormai ventiduenne, che espatria.
Il film ha vinto il Premio della giuria al Festival di Cannes 2007 ed è stato distribuito in Francia ed in Belgio il 27 giugno 2007, mentre in Italia è uscito nelle sale il 29 febbraio 2008.
Nel suo discorso durante il ricevimento del premio a Cannes, Satrapi ha detto: "nonostante questo film sia universale, voglio dedicare il premio a tutti gli Iraniani."
 
Dal graphic novel Persepolis
 (in bianco e nero)

domenica 15 novembre 2015

ATTENTATI A PARIGI

Terroristi a Parigi
dal Corriere della sera, 13 novembre 2015

Gli attentati di Parigi colpiscono posti affollati. In tutto sono sette. Le vittime sono 129. Questi i luoghi delle stragi: la sala per concerti Bataclan, lo Stade De France, un ristorante giapponese, un caffè, un ristorante cambogiano, una pizzeria.

La notte di sangue di Parigi è "un attentato all'Europa, all'Occidente, ai nostri costumi e dunque al nostro sistema democratico". Come leggere gli attentati in Francia. Come combatterli uniti senza perdere i nostri valori.
VIDEO
         terrorismo
  • Modalità di lotta politica basata su atti di violenza indiscriminati (attentati, sabotaggi ecc.): uno stato sconvolto dal t.; l'insieme dei gruppi che adottano tale metodo: t. di destra, di sinistra || t. psicologico, metodo di intimidazione basato su pressioni psicologiche
  • sec. XVIII
       kamikaze 
    voce giapp.; in it. s.m. inv.
    • 1 Pilota volontario giapponese che, sul finire della seconda guerra mondiale, effettuava missioni suicide
    • 2 estens. Terrorista o guerrigliero, fanatico che sacrifica la propria e altrui vita per portare a termine un'azione
    • 3 fig. Persona che agisce in modo temerario rischiando molto: k. della politica
    • • a. 1944

RELIGIONI NEL MONDO - AL QAEDA E CALIFFATO

RELIGIONI
NUMERO DI FEDELI
PERCENTUALE DELLA POPOLAZIONE NEL MONDO
Cristianesimo
2,4 miliardi
33 %
        Cattolicesimo
     1,3  miliardi

Islam
1,5 miliardi
21 %
         Sunniti
    1,35 miliardi
90 % del mondo islamico
         Sciiti
    0, 15 miliardi

                                                                  
Quanto a numero di fedeli, l'Islam (con tutte le sue varianti) è al secondo posto con 1,5 miliardi di fedeli, dietro al Cristianesimo con 2,4 miliardi; però la maggiore confessione islamica - il sunnismo - sopravanza con 1,35 miliardi di fedeli la maggiore confessione cristiana - il cattolicesimo - che ne ha 1,3 miliardi.

SUNNITI
I Sunniti seguono il Sunnismo, l'orientamento nettamente maggioritario dell'Islam, costituendo circa il 90% dell'intero mondo islamico. Prendono  il  nome dal termine arabo Sunna (consuetudine), riferita al profeta dell'Islam Mohammed (Maometto) e ai suoi Ṣaḥāba (Compagni).

Per i Sunniti la guida della Comunità islamica (che una volta era il califfo) deve essere di  una ristretta cerchia di persone elette.

SCIITI
Gli Sciiti seguono lo Sciismo (dall'arabo shi‛a «partito, fazione», sottinteso «di ‛Ali e dei suoi discendenti»),  il principale ramo minoritario dell'Islam.

Diversamente dai Sunniti, gli Sciiti  vogliono che la guida della Comunità islamica sia dei  discendenti di Maometto.
AL QAEDA
 Al Qaeda è un movimento islamista sunnita paramilitare terroristico nato nel 1989, fautore di ideali riconducibili al fondamentalismo islamico, impegnato in modo militante nell'organizzazione e nell'esecuzione di azioni violentemente ostili sia nei confronti dei vari regimi islamici filo-occidentali definiti munāfiqūn (ipocriti), sia del mondo occidentale definito kufr (infedele). È stato guidato sino alla sua morte avvenuta il 2 maggio 2011 dal miliardario saudita Osāma bin Lāden che si avvaleva della guida ideologica di Ayman al-Zawāhirī (ex medico del Cairo, appartenente a una famiglia di dotti religiosi e di magistrati). Entrambi sono riferibili all'attivismo ideologico-politico dello shaykh ʿAbd Allāh Yūsuf ʿAzzām.
Al-Qāʿida è stata classificata come organizzazione terroristica dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, dalla NATO,  dalla Commissione europea dell'Unione Europea.

CALIFFATO
Califfato, designato con la siglia IS -Movimento islamico -  discende da Al Qaeda, e  si è allontanato dalle finalità e strategie di Bin Laden.

Al Qaeda era una centrale terroristica e religiosa

Il Califfato si propone di modificare anche la geografia degli stati. Ha un esercito vero e proprio.


ISIL, Stato islamico in Iraq e nel Levante